Dibattito sull'eutanasia
:: Noi Amici dell'ABC :: Attualità
Pagina 1 su1•
Dibattito sull'eutanasia
Su richiesta di Marco (grazie della segnalazione) pubblico un dibattito sull'eutanasia che arriva dal NEWSGROUP sociale-edscuola.
From: Chiara Ada Marco Espa
To: sociale-edscuola@
yahoogroups.com
Sent: Friday, April 11, 2008 11:01 AM
Subject: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
sentenza ieri in francia, staziante ma gravissima insieme
From: Ugo Avalle
Sent: Sunday, April 13, 2008 3:29 PM
Subject: [SPAM]R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Permettetemi,ma occorre " esserci dentro" per capire veramente! Nessuno deve semplificare: uccidere le persone più gravi è un atto d'amore. Che cosa avrebbe pensato in proposito Welbi? Lo so che se ami veramente,non devi uccidere: ma,l'amore non consiste anche nel non voler far più soffrire la persona che ami?
Ugo
Per conto di Luciana Gennari
Inviato: domenica 11 maggio 2008 16.30
Oggetto: Re: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Caro Ugo,
io ci sono molto dentro per capire cosa significhi un atto d'amore per un genitore. Ho un figliolo cieco pluriminorato, e al "nostro dopo di noi" ho pensato a lungo e ho trovato la mia soluzione. Però lasciami dire, che questa sentenza è pericolosa perchè potrebbe essere un'arma a doppio taglio.Non si deve avallare in alcun modo questo gesto, per pericolo di emulazione, perchè ci sono anche alcuni genitori che questa situazione gli stà stretta per vari motivi, e che potranno essere spinti a fare questo gesto non per amore.
Luciana
From: Ugo Avalle
Sent: Sunday, April 13, 2008 7:25 PM
Subject: [SPAM]R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Gentile Luciana,concordo pienamente sul fatto che non si debba nosconderci dietro la difficoltà per ( mi scuso per l’espressione) toglierci un peso! Ricorda anche il caso di quel padre che ha ucciso il proprio figlio perché aveva esaurito tutte le scorte di dedizione,pazienza ed anche di amore! Condivido pienamente anche la considerazione relativa alla totale assenza o alla scarsa presenza dei servizi; io ho avuto a che fare sia con mio padre e mia madre molto ammalati ed altrettanto problematici ; ho dato fondo ai loro pochi risparmi ed anche “ sopportato in casa tre badanti. Quando mi sono rivolto ai servizi mi sono sentito rispondere che i fondi per un piccolo contributo economico non esistevano e poi …<< è il figlio che deve provvedere ai propri genitori>> Risposta molto …acuta!
Sent: Sunday, April 13, 2008 9:12 PM
Subject: Re: R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
allora per essere chiari.
non entro nelle scelte di welby, che per me rimane comunque una sconfitta collettiva, non una vittoria di nessuno. ma è solo il mio parere.
qui stiamo parlando di una persona disabile grave che è stata soppressa, uccisa, non manifestando nessuna sua volontà di morire. parliamo di una mamma che si è fatta in quattro tutta la vita e che poi non ce l'ha fatta più.
il problema non è la mamma, poverina per me non ha colpe, se lasciata sola e abbandonata. nessun giudizio morale su di lei.
e che andava almeno "giuridicamente" condannata (ha sicuramente vissuto da eroe per 26 anni come molte mamme in italia (e molte leggono qui) che continuano ad essere eroi tutti i giorni. la galera spetta a chi non ha dato assistenza.
Colpiscono gli applausi, ovvero la "comprensione", rimozione della societa che, nel caso di una disabile grave con crisi epilettiche ma sembra con una certa sua autonomia (niente a che vedere con mia figlia, molto più grave come migliaia di persone in italia e sicuramente in francia) è motivato che non ce la si può fare e quindi si può uccidere, ovvero smettere di soffrire... atto di amore! ma de che???
smette di soffrire la collettività, ce ne si lava le mani sul perchè. si dice era una persona troppo difficile...! si considera un fatto per la sua natura pubblico, come un fatto privato che interessa la mamma e la figlia uccisa. noi giudichiamo, ma dal di fuori. non ci tocca.
allora diciamo che, come succede in olanda con quel medico che eutanizza (uohah, scusate mi è partito un conato) i bambini con la spina bifida dicendo "ma voi lo sapete che cosa vuol dire avere un figlio con la spina bifida?" (al quale hanno risposto tanti genitori di bambini con la spina bifida dicendogli, in sintesi, ma vaffa...) se uno è un disabile grave e "soffre" troppo secondo noi, come atto di amore, lo facciamo fuori.
magari iniziamo noi genitori e poi passiamo allo Stato, alla collettività, che può iniziare a regolamentare questa prassi amorosa...
faccio un esempio: io ho un'amico veramente molto depresso che veramente ma veramente soffre molto e fa soffrire i suoi, e che esprime spesso il desiderio di morire.
per amore lo smettiamo di farlo soffrire?
ovviamente credo che nessuno sulla terra può pensare che io sia una persona equilibrata, con un minimo di buon senso se porto avanti questa tesi.
ma se si tratta di una persona gravemente disabile, che non si può rappresentare da sola e che mai ha manifestato desiderio di morire, in questo caso la stampa spesso dice..." atto di amore..." e adesso iniziano i tribunali europei, a quanto pare...
mi vengono i brividi.
----------------------
Marco Espa
Chi volesse può seguire il dibattito sul NEWSGROUP
From: Chiara Ada Marco Espa
To: sociale-edscuola@
yahoogroups.com
Sent: Friday, April 11, 2008 11:01 AM
Subject: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
sentenza ieri in francia, staziante ma gravissima insieme
immaginati se non comprendiamo la solitudine della mamma ma.... se la mamma è stata assolta, allora bisognava condannare chi non la sosteneva (i servizi, il comune, lo stato...)
la sentenza di assoluzione è veramente pericolosa, introduce il principio : ti assolvo in quanto la persona disabile era talmente grave che... insomma...!!!! passa il principio che si possono uccidere le persone più gravi, è un'atto d'amore....!!!
ciao marco
Francia. La donna: «Non rimpiango il mio gesto, ma lei mi manca» Uccise la figlia malata: assolta
La giuria popolare legge il verdetto e poi applaude PARIGI Quando la corte d'assise di Val d'Oise ha pronunciato il verdetto di assoluzione sono scattati gli applausi. Nessuno - né la giuria popolare, né il pubblico presente alla lettura della sentenza in quell'aula di giustizia a nord di Parigi - voleva la condanna di Lydie Debaine, 66 anni, che nel 2005 aveva ucciso la figlia Anne Marie, 26 anni, gravemente handicappata. Lydie aveva fatto ingerire alla figlia diversi barbiturici - probabilmente per stordirla - prima di annegarla nella vasca da bagno. Era il 14 maggio del 2005. È stato un gesto che ha concluso una storia d'amore vero e di sofferenze atroci di tutte e due, madre e figlia, durata 26 anni, l'età di Anne Marie. Era nata prematura, con un grave handicap cerebrale. Da anni soffriva di crisi d'epilessia, di terribili mal di testa e di vomito. Anne Marie era invalida al 90% ed aveva l' età mentale di una bimba di 5 anni. Lydie aveva cercato di curarla. L'aveva portata in centri medici specializzati fin da quando aveva 6 anni e fino ai 22. Poi l'aveva dovuta riportare a casa, perché non c'era più posto in quelle strutture. La sua malattia era incurabile. «Soffriva troppo, passava giorni e giorni senza dormire», ha testimoniato la madre in aula, riconoscendo completamente i fatti dei quali era accusata, cioè di aver ucciso la figlia. Il pm aveva chiesto una condanna a tre anni di prigione con la condizionale. È un momento, questo, in cui in Francia si discute con passione la questione dell'eutanasia, dopo la morte di Chantal Sebire, la donna di 52 anni, colpita da una malattia incurabile, che aveva chiesto invano di essere aiutata a morire. È stata ritrovata morta, nella sua casa, il 19 marzo scorso. Ma da anni, in casi come quello di Lydie, la giustizia si mostra clemente nei confronti dei padri e delle madri che uccidono i propri figli handicappati. I pubblici ministeri chiedono sempre condanne con la condizionale, le giurie li seguono. Ma le assoluzioni piene sono rare. Il pm aveva giustificato la condanna così: «La peggiore delle punizioni Lydie la vive già con la perdita della persona alla quale ha dedicato il suo amore e la sua vita». La giuria popolare l'ha invece assolta con applausi scroscianti. Lei, Lydie, ha così commentato: «Non rimpiango il mio gesto, ma mia figlia mi manca».
11/04/2008
[mailto:] Per conto di Luciana Gennari
Inviato: domenica 11 maggio 2008 10.08
Oggetto: Re: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Sono pienamente d'accordo.
Luciana Gennari
Sent: Friday, April 11, 2008 1:57 PM
ciao marco
Francia. La donna: «Non rimpiango il mio gesto, ma lei mi manca» Uccise la figlia malata: assolta
La giuria popolare legge il verdetto e poi applaude PARIGI Quando la corte d'assise di Val d'Oise ha pronunciato il verdetto di assoluzione sono scattati gli applausi. Nessuno - né la giuria popolare, né il pubblico presente alla lettura della sentenza in quell'aula di giustizia a nord di Parigi - voleva la condanna di Lydie Debaine, 66 anni, che nel 2005 aveva ucciso la figlia Anne Marie, 26 anni, gravemente handicappata. Lydie aveva fatto ingerire alla figlia diversi barbiturici - probabilmente per stordirla - prima di annegarla nella vasca da bagno. Era il 14 maggio del 2005. È stato un gesto che ha concluso una storia d'amore vero e di sofferenze atroci di tutte e due, madre e figlia, durata 26 anni, l'età di Anne Marie. Era nata prematura, con un grave handicap cerebrale. Da anni soffriva di crisi d'epilessia, di terribili mal di testa e di vomito. Anne Marie era invalida al 90% ed aveva l' età mentale di una bimba di 5 anni. Lydie aveva cercato di curarla. L'aveva portata in centri medici specializzati fin da quando aveva 6 anni e fino ai 22. Poi l'aveva dovuta riportare a casa, perché non c'era più posto in quelle strutture. La sua malattia era incurabile. «Soffriva troppo, passava giorni e giorni senza dormire», ha testimoniato la madre in aula, riconoscendo completamente i fatti dei quali era accusata, cioè di aver ucciso la figlia. Il pm aveva chiesto una condanna a tre anni di prigione con la condizionale. È un momento, questo, in cui in Francia si discute con passione la questione dell'eutanasia, dopo la morte di Chantal Sebire, la donna di 52 anni, colpita da una malattia incurabile, che aveva chiesto invano di essere aiutata a morire. È stata ritrovata morta, nella sua casa, il 19 marzo scorso. Ma da anni, in casi come quello di Lydie, la giustizia si mostra clemente nei confronti dei padri e delle madri che uccidono i propri figli handicappati. I pubblici ministeri chiedono sempre condanne con la condizionale, le giurie li seguono. Ma le assoluzioni piene sono rare. Il pm aveva giustificato la condanna così: «La peggiore delle punizioni Lydie la vive già con la perdita della persona alla quale ha dedicato il suo amore e la sua vita». La giuria popolare l'ha invece assolta con applausi scroscianti. Lei, Lydie, ha così commentato: «Non rimpiango il mio gesto, ma mia figlia mi manca».
11/04/2008
[mailto:] Per conto di Luciana Gennari
Inviato: domenica 11 maggio 2008 10.08
Oggetto: Re: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Sono pienamente d'accordo.
Luciana Gennari
Sent: Friday, April 11, 2008 1:57 PM
Subject: Re: [progetto_calamaio] sentenza molto pericolosa
marco, sono d'accordo con te.
premesso che è veramente difficile dire qualcosa in casi come questo, perché bisogna passarci per capire e perché credo che nessuno se la possa veramente sentire di giudicare una madre ed il suo gesto, mi sembra che almeno si dovesse inlfiggere una pena alla madre, magari una pena non intesa come detenzione in carcere ma come lavoro sociale, in una cooperativa o associazione, anche per permetterle un reinserimento nella vita di tutti i giorni. forse pena è un termine sbagliato: chiamiamolo aiuto che non può rifiutare, ma aiuto, quello che probailmente non ha ricevuto prima e quello che questa sentenza rischia di non riconoscerle nemmeno dopo, per cui la società si lava le mani due volte.
sono assolutamente d'accordo con quanto dici sulla responsabilità della comunità. questa è una cosa veramente rivoluzionaria. casi così gravi accadono perché le persone sono sole e la comunità ha una colpa. la responsabilità della qualità della vita delle persone è in parte dei singoli ma in parte di tutti: la somma della indifferenza di ognuno, crea drammi come questo. infliggerei una multa al comune o alla provincia e con quei soldi obbligherei gli enti locali ad implementare i servizi sociali, l'assistenza, creerei una casa famiglia...
marco, visto che adesso ci sei dentro, perché non proponi una legge tu?
grazie per avermi informato
rob
Sent: Friday, April 11, 2008 2:35 PM
Subject: Re:da marina cometto [progetto_calamaio] sentenza molto pericolosa
concordo con te Marco che bisognerebe condannare chi non ha saputo sostenere adeguatamente la famiglia nella complessa assistenza di cui necessitava Anne Marie, e come associazione tocchiamo con mano ogni giorno anche quì in Italia l'assoluta inefficienza dei Servizi Sociali quando si tratta di organizzare progetti personalizzati atti a aiutare la famiglia nelle difficile gestione di una esistenza in compagna della disabilità, ciò non toglie però che pur comprendendo la solitudine e le difficoltà della signora, (anche noi sappiamo da 35 anni cosa voglia dire rivoluzionare la quotidianità con un figlio disabile non autosufficiente) riteniamo che quando si infrange una legge è giusto che si venga puniti, qualsiasi sia stata la motivazione che ci ha portato all'atto estremo, non è possibile giustificare , perchè così si alimenta il già co,une pensiero che il diritto di vivere valga a seconda della capacità di determinarsi o delle complessità delle condizioni fisiche e mentali, mia figlia come tutti quelli che vivono la vita come lei ha il diritto di essere considerata essere umano come tutti i cittadini e la sua vita è preziosa come quella di tutti , per cui la Giustizia secondo me ha preso una grande cantonata che spero che non si ripeta più , anche se ho molti dubbi , la cultura della morte sta prevalendo sul diritto alla vita , e questo in una Società che si dice civile è molto discutibile.
From: Ugo Avalle
Sent: Sunday, April 13, 2008 3:29 PM
Subject: [SPAM]R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Permettetemi,ma occorre " esserci dentro" per capire veramente! Nessuno deve semplificare: uccidere le persone più gravi è un atto d'amore. Che cosa avrebbe pensato in proposito Welbi? Lo so che se ami veramente,non devi uccidere: ma,l'amore non consiste anche nel non voler far più soffrire la persona che ami?
Ugo
Per conto di Luciana Gennari
Inviato: domenica 11 maggio 2008 16.30
Oggetto: Re: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Caro Ugo,
io ci sono molto dentro per capire cosa significhi un atto d'amore per un genitore. Ho un figliolo cieco pluriminorato, e al "nostro dopo di noi" ho pensato a lungo e ho trovato la mia soluzione. Però lasciami dire, che questa sentenza è pericolosa perchè potrebbe essere un'arma a doppio taglio.Non si deve avallare in alcun modo questo gesto, per pericolo di emulazione, perchè ci sono anche alcuni genitori che questa situazione gli stà stretta per vari motivi, e che potranno essere spinti a fare questo gesto non per amore.
Luciana
From: Ugo Avalle
Sent: Sunday, April 13, 2008 7:25 PM
Subject: [SPAM]R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
Gentile Luciana,concordo pienamente sul fatto che non si debba nosconderci dietro la difficoltà per ( mi scuso per l’espressione) toglierci un peso! Ricorda anche il caso di quel padre che ha ucciso il proprio figlio perché aveva esaurito tutte le scorte di dedizione,pazienza ed anche di amore! Condivido pienamente anche la considerazione relativa alla totale assenza o alla scarsa presenza dei servizi; io ho avuto a che fare sia con mio padre e mia madre molto ammalati ed altrettanto problematici ; ho dato fondo ai loro pochi risparmi ed anche “ sopportato in casa tre badanti. Quando mi sono rivolto ai servizi mi sono sentito rispondere che i fondi per un piccolo contributo economico non esistevano e poi …<< è il figlio che deve provvedere ai propri genitori>> Risposta molto …acuta!
Sent: Sunday, April 13, 2008 9:12 PM
Subject: Re: R: [sociale-edscuola] sentenza molto pericolosa
allora per essere chiari.
non entro nelle scelte di welby, che per me rimane comunque una sconfitta collettiva, non una vittoria di nessuno. ma è solo il mio parere.
qui stiamo parlando di una persona disabile grave che è stata soppressa, uccisa, non manifestando nessuna sua volontà di morire. parliamo di una mamma che si è fatta in quattro tutta la vita e che poi non ce l'ha fatta più.
il problema non è la mamma, poverina per me non ha colpe, se lasciata sola e abbandonata. nessun giudizio morale su di lei.
e che andava almeno "giuridicamente" condannata (ha sicuramente vissuto da eroe per 26 anni come molte mamme in italia (e molte leggono qui) che continuano ad essere eroi tutti i giorni. la galera spetta a chi non ha dato assistenza.
Colpiscono gli applausi, ovvero la "comprensione", rimozione della societa che, nel caso di una disabile grave con crisi epilettiche ma sembra con una certa sua autonomia (niente a che vedere con mia figlia, molto più grave come migliaia di persone in italia e sicuramente in francia) è motivato che non ce la si può fare e quindi si può uccidere, ovvero smettere di soffrire... atto di amore! ma de che???
smette di soffrire la collettività, ce ne si lava le mani sul perchè. si dice era una persona troppo difficile...! si considera un fatto per la sua natura pubblico, come un fatto privato che interessa la mamma e la figlia uccisa. noi giudichiamo, ma dal di fuori. non ci tocca.
allora diciamo che, come succede in olanda con quel medico che eutanizza (uohah, scusate mi è partito un conato) i bambini con la spina bifida dicendo "ma voi lo sapete che cosa vuol dire avere un figlio con la spina bifida?" (al quale hanno risposto tanti genitori di bambini con la spina bifida dicendogli, in sintesi, ma vaffa...) se uno è un disabile grave e "soffre" troppo secondo noi, come atto di amore, lo facciamo fuori.
magari iniziamo noi genitori e poi passiamo allo Stato, alla collettività, che può iniziare a regolamentare questa prassi amorosa...
faccio un esempio: io ho un'amico veramente molto depresso che veramente ma veramente soffre molto e fa soffrire i suoi, e che esprime spesso il desiderio di morire.
per amore lo smettiamo di farlo soffrire?
ovviamente credo che nessuno sulla terra può pensare che io sia una persona equilibrata, con un minimo di buon senso se porto avanti questa tesi.
ma se si tratta di una persona gravemente disabile, che non si può rappresentare da sola e che mai ha manifestato desiderio di morire, in questo caso la stampa spesso dice..." atto di amore..." e adesso iniziano i tribunali europei, a quanto pare...
mi vengono i brividi.
----------------------
Marco Espa
Chi volesse può seguire il dibattito sul NEWSGROUP
Ultima modifica di SimoSimo il Gio 15 Mag 2008, 00:22, modificato 6 volte

SimoSimo- Moderatore




- Messaggi : 258
Registrato il : 02/04/08
Età : 31
Località : pabillandia
Occupazione/Hobby : Studio ingegneria, faccio qualche lavoretto, e quando posso faccio volontariato. Adoro i bambini
Umore : Un po' lunatica
Re: Dibattito sull'eutanasia
Non mi convince.
Non mi piace per niente l'idea che ultimamente sta passando.. il "diritto" alla morte.
Secondo me dovrebbe semmai esserci un diritto a morire dignitosamente.
Io credo che nessuno,e sottolineo nessuno,possa disporre della vita in tal senso..nemmeno della sua! Figurarsi poi per quella degli altri.
Tutti difendono la morte come un diritto.
Il diritto a morire quando voglio io,d'altronde è della mia vita che si parla,chi meglio del sottoscritto può decidere cosa sia giusto per me?
Il diritto ad abortire se quel bambino non è sano o "normale"..e chi meglio di un genitore può comprendere ciò che è giusto per suo figlio?uccidiamolo..per amore s'intende..
Follia pura!!!
Perchè non rivoluzioniamo il tutto,difendiamo il diritto alla vita..nella sua diversità..nella sua complessità.
Cominciamo con l'accettare e rispettare la sofferenza.. aiutando chi la vive.. diffondiamo il concetto che la "diversita" è un dono di cui dover rendere grazie.. e non un peso,una tortura.. un handicap.. sosteniamo le famiglie sia da un punto di vista sociale, economico, sanitario, specialistico.. ma anche aiutiamo tutte queste persone ad integrarsi nella vita quotidiana.. compreso la nostra.
Dovremmo amarci per ciò che siamo.. e non "ucciderci" perchè ciò che siamo non ci va più bene, o perchè quello che sono gli altri ci "ripugna"..
arrivare a giustificare un gesto compiuto per " disperazione " facendolo passare come un proprio diritto.. è da folli!! oltre che pericolosissimo!
Non mi piace per niente l'idea che ultimamente sta passando.. il "diritto" alla morte.
Secondo me dovrebbe semmai esserci un diritto a morire dignitosamente.
Io credo che nessuno,e sottolineo nessuno,possa disporre della vita in tal senso..nemmeno della sua! Figurarsi poi per quella degli altri.
Tutti difendono la morte come un diritto.
Il diritto a morire quando voglio io,d'altronde è della mia vita che si parla,chi meglio del sottoscritto può decidere cosa sia giusto per me?
Il diritto ad abortire se quel bambino non è sano o "normale"..e chi meglio di un genitore può comprendere ciò che è giusto per suo figlio?uccidiamolo..per amore s'intende..
Follia pura!!!
Perchè non rivoluzioniamo il tutto,difendiamo il diritto alla vita..nella sua diversità..nella sua complessità.
Cominciamo con l'accettare e rispettare la sofferenza.. aiutando chi la vive.. diffondiamo il concetto che la "diversita" è un dono di cui dover rendere grazie.. e non un peso,una tortura.. un handicap.. sosteniamo le famiglie sia da un punto di vista sociale, economico, sanitario, specialistico.. ma anche aiutiamo tutte queste persone ad integrarsi nella vita quotidiana.. compreso la nostra.
Dovremmo amarci per ciò che siamo.. e non "ucciderci" perchè ciò che siamo non ci va più bene, o perchè quello che sono gli altri ci "ripugna"..
arrivare a giustificare un gesto compiuto per " disperazione " facendolo passare come un proprio diritto.. è da folli!! oltre che pericolosissimo!

lumi_79- Moderatore




- Messaggi : 357
Registrato il : 02/04/08
Età : 29
Località : Villamar
Occupazione/Hobby : studente,adoro le pizze,la musica,gli amari..e fare foto
Umore : ..mmmh..dipende
LA VITA E'.......
E' molto difficile poter giudicare quando la vita è degna d'essere chiamata con questo nome. Secondo me oltre un certo limite non si può e non si deve andare per il rispetto dovuto alla dignità ad un essere umano. Sono convinto che si debba fare tutto quello che si può fare per salvaguardare la vita di una persona, ma quando qualcuno chiede di andare via perchè ritiene che la sua condizione sia insopportabile, penso che nessuno si debba ergere a giudice soprattutto morale. E' molto difficile vivere in certe condizioni in cui cmq la vita è sacrificata da rinunce perchè il tuo stato non ti permette di vivere cmq quello che viene definita "Normalità", però proviamo ad immaginare una persona che vive tra atroci sofferenze oppure da decenni la sua vita è nulla perchè in coma vegetativo, oppure la persona che vive costantemente attaccata a delle macchine, è dura definirla vita. Io credo che ci sia un sacrosanto diritto alla vita e va tutelata a qualsiasi costo senza nessun risparmio mettendo tutte le energie possibili,tuttavia la morte fa parte della stessa vita e quindi dev'essere accettata quando questa è l'unica soluzione per continuare la vita di una persona. In altri termini accettando che una persona muoia con dignità, visto che quello che si considera vita non lo è più è solo un surrogato non è dignitoso per una persona umana vivere in certe condizioni, anche certe scelte possono essere considerate vita.
Re: Dibattito sull'eutanasia
io comunque trovo scandaloso che si applauda ad una sentenza di un tribunale che assolve una madre che ha UCCISO la propria figlia.. qui addirittura non si parla nemmeno di eutanasia,a cui io resto comunque contrario perchè ritengo che la vita non ci appartenga a tal punto da poter decidere anche quando spegnerla.. ma si parla di omicidio!! La figlia non ha espresso la volontà di morire..ma la madre ha deciso ciò che era "bene" per lei..decidendola di farla fuori..io non giudico ne condanno la madre che sicuramente è stata portata a compiere un gesto "folle" (a mio parere) per disperazione..quando uno vive sulla propria pelle certe situazioni,spesso in preda alla paura,alla delusione..alla disperazione è portato a compiere delle scelte "sbagliate"..ma giudico tutte quelle persone che applaudono di fronte ad una sentenza che a mio parere può creare dei precedenti pericolosissimi..francamente mi lascia l'amaro in bocca..

lumi_79- Moderatore




- Messaggi : 357
Registrato il : 02/04/08
Età : 29
Località : Villamar
Occupazione/Hobby : studente,adoro le pizze,la musica,gli amari..e fare foto
Umore : ..mmmh..dipende
Eluana
Oggi riporto in vita questa vecchia discussione, invece di iniziarne una nuova, perchè il tema non è poi così lontano...
Poco fa al tg hanno dato la notizia che dopo anni di tribunale è stata autorizzata l'interruzione dell'alimentazione forzata per Eluana Englaro... un'altra Terry Schiavo...
Poco fa al tg hanno dato la notizia che dopo anni di tribunale è stata autorizzata l'interruzione dell'alimentazione forzata per Eluana Englaro... un'altra Terry Schiavo...
- Volontaria ABC
SimoSimo- Moderatore




- Messaggi : 258
Registrato il : 02/04/08
Età : 31
Località : pabillandia
Occupazione/Hobby : Studio ingegneria, faccio qualche lavoretto, e quando posso faccio volontariato. Adoro i bambini
Umore : Un po' lunatica
Re: Dibattito sull'eutanasia
Che dire!! Io penso che una volta tentato di tutto e non c'e piu' nulla da far non vorrei esser usata come cavia di inutili sperimentazioni ma finir i miei giorni come voglio io...quindi se si potesse fare vorrei un testamento premorte in cui scriver come morire,come distribure organi sani e come esser sepellita...in caso di incapacita di intendere e volere.. staccate tutto!!...e leggete il mio testamento... non potrebbe esser una soluzione...????

nancy- Amico dell'ABC




- Messaggi : 36
Registrato il : 17/04/08
Età : 28
Località : cagliari
Occupazione/Hobby : ? erborista??
Umore : domanda di riserva?
Re: Dibattito sull'eutanasia
Riflettendo rimane come eccezione chi fin dalla nascita non e capace di intendere e volere...mmmmm....cavoli...
!!!sigh entrei in un campo mui difficile...penso che debbano decidere i familiari quelli che sono piu' vicini alla persona...ma devono decidere prima di arrivar alla disperazione scrivendo sempre quel famoso testamento premorte...se no non è obiettivo...perche quando si e' disperati si cerca sempre la via piu' semplice per risolvere prima i problemini...Beh il testamento premorte modificabile in vita io ci penserei!!! 

nancy- Amico dell'ABC




- Messaggi : 36
Registrato il : 17/04/08
Età : 28
Località : cagliari
Occupazione/Hobby : ? erborista??
Umore : domanda di riserva?
Re: Dibattito sull'eutanasia
Non è semplice per me, che non vivo una situazione così
importante, capire quale sia la decisione giusta o quale quella sbagliata. In
queste pagine ho letto tante cose, dal rispetto alla vita al rispetto per la
volontà delle persone, dal testamento biologico all'atto di "staccare una
spina"... tutte cose, giuste o sbagliate che siano, che mi hanno messo in
profonda riflessione.
Sono convinto, che il desiderio di vivere o di morire, non
dipenda tanto dalla salute o della gravità della disabilità di una persona,
quanto piuttosto dalla ricchezza della rete di relazioni che avvolge la persona
e la sua famiglia, e in una società attenta soprattutto alla prestanza fisica e
ai risultati individuali, tendiamo a dimenticare che l’essere umano è
innanzitutto un essere di relazione, un "animale sociale"; tendiamo a
dimenticare che l’essenza della qualità della vita è determinata soprattutto
dai legami d’affetto.
Sono convinto che permettere che un essere vivente muoia di
fame o di sete, perché non ha la vita che noi pensiamo valga la pena di essere
vissuta, noi sia un atto di civiltà: e parlo di un essere umano nel 2008…
Signor Englaro, credo che nessuno sia tenuto e si possa
permettere di giudicare il suo dolore e, nel suo dolore, la sua, sicuramente,
sofferta decisione; credo che nessuno possa permettersi di dire che lei è
oramai stanco, che reputa sua figlia morta o viva, o quant’altro io abbia potuto
sentire o leggere in questi giorni… quello che credo, invece, è che sia grave e
pericoloso che un giudice possa permettere la sospensione dell’alimentazione ad
una persona, credo che la morte per disidratazione e fame sia una sofferenza
immensa, credo che nessuno abbia il diritto di fare questo. Soprattutto che sia
un tribunale a deciderlo.
importante, capire quale sia la decisione giusta o quale quella sbagliata. In
queste pagine ho letto tante cose, dal rispetto alla vita al rispetto per la
volontà delle persone, dal testamento biologico all'atto di "staccare una
spina"... tutte cose, giuste o sbagliate che siano, che mi hanno messo in
profonda riflessione.
Sono convinto, che il desiderio di vivere o di morire, non
dipenda tanto dalla salute o della gravità della disabilità di una persona,
quanto piuttosto dalla ricchezza della rete di relazioni che avvolge la persona
e la sua famiglia, e in una società attenta soprattutto alla prestanza fisica e
ai risultati individuali, tendiamo a dimenticare che l’essere umano è
innanzitutto un essere di relazione, un "animale sociale"; tendiamo a
dimenticare che l’essenza della qualità della vita è determinata soprattutto
dai legami d’affetto.
Sono convinto che permettere che un essere vivente muoia di
fame o di sete, perché non ha la vita che noi pensiamo valga la pena di essere
vissuta, noi sia un atto di civiltà: e parlo di un essere umano nel 2008…
Signor Englaro, credo che nessuno sia tenuto e si possa
permettere di giudicare il suo dolore e, nel suo dolore, la sua, sicuramente,
sofferta decisione; credo che nessuno possa permettersi di dire che lei è
oramai stanco, che reputa sua figlia morta o viva, o quant’altro io abbia potuto
sentire o leggere in questi giorni… quello che credo, invece, è che sia grave e
pericoloso che un giudice possa permettere la sospensione dell’alimentazione ad
una persona, credo che la morte per disidratazione e fame sia una sofferenza
immensa, credo che nessuno abbia il diritto di fare questo. Soprattutto che sia
un tribunale a deciderlo.
Andrea- Staff ABC




- Messaggi : 13
Registrato il : 08/04/08
Età : 38
Località : Poggio dei Pini
Occupazione/Hobby : mi diverto in ABC
Umore : ridiamoci su...











